Infezioni delle tonsille e delle adenoidi

infezioni alle adenoidi e alle tonsille

Cosa sono le tonsille?

Le tonsille sono delle strutture formate essenzialmente da tessuto linfatico, un tessuto che assolve soprattutto funzioni di difesa perché destinato a riconoscere gli agenti infettivi e a iniziare tutti quei meccanismi che servono a evitare o contenere lo sviluppo delle infezioni che questi agenti possono determinare. Sono localizzate nel punto di passaggio tra la bocca e la gola, là dove inizia quella zona che in medicina si definisce faringe. Possono essere facilmente viste quando si apre molto la bocca facendo uscire il più possibile la lingua così che anche a non medici riesce facile capire se questi organi sono normali o sono ammalati.

Cos’è la faringite o faringotonsillite?

Proprio perché molto vicine all’esterno, le tonsille possono infettarsi con facilità. Non si dimentichi che sia nell’aria che respiriamo, sia in tutto quello che viene introdotto in bocca sono presenti agenti infettivi che possono localizzarsi su tutta la superficie del faringe, tonsille incluse, danno quella che in medicina si chiama genericamente faringotonsillite o, se il processo riguarda soltanto le tonsille, tonsillite.

Quali sono gli agenti infettivi che causano faringotonsillite/tonsillite?

Nei primi 2-3 anni di vita la faringotonsillite è causata quasi sempre da uno dei cosiddetti virus respiratori (rinovirus, adenovirus, virus respiratorio sinciziale, EBV, ecc.)A partire dal terzo anno, una parte di queste malattie è dovuta a batteri tra i quali quello più importante è Streptococcus pyogenes. Esistono, inoltre, forme causate da batteri atipici (in particolare, da Mycoplasma pneumoniae).

Come si può fare diagnosi di faringotonsillite?

Solitamente in presenza di faringoronsillite/tonsillite si osserva un diffuso arrossamento della superficie tonsillare, più o meno esteso al faringe, talvolta accompagnata dalla presenza di materiale bianco-giallastro (essudato) adeso alle tonsille, petecchie sul palato molle o da piccole zone in cui la mucosa faringea o tonsillare è erosa con la formazione di piccole ulcere. La presenza di essudato tonsillare era un tempo considerata un aspetto esclusivo delle forme dovute a Streptococcus pyogenes, ma in realtà molti virus, in particolare adenovirus ed EBV, possono causare una tonsillite essudativa del tutto sovrapponibile a quella ritenuta tipica da Streptococcus pyogenes. Il semplice esame obiettivo non è, quindi, sufficiente per stabilire quale agente infettivo ha causato il singolo caso.  E’ questo, purtroppo un grosso limite pratico perché conoscere se una forma è dovuta a virus o allo streptococco è essenziale per definire quali sono i casi da trattare (solo quelli batterici) e quali quelli che sono a rischio di complicarsi (ancora una volta quelli batterici).

Ciò spiega perché nella pratica più corretta si cerca sempre di stabilire se c’è o meno in gioco un batterio facendo qualche esame. Un tempo si faceva il tampone faringeo e lo si mandava in laboratorio dove dopo almeno 24-48 ore di coltura, il microbiologo poteva dare una risposta esauriente. Oggi si usano, invece, i cosiddetti test rapidi che possono essere direttamente eseguiti dal curante senza l’ausilio del laboratorio e dopo 5-10 minuti possono risolvere il problema con la stessa sicurezza del vecchio tampone.

I pediatri più aggiornati utilizzano questi test nel loro laboratorio e possono, quindi, rapidamente decidere con dati certi se un bambini con tonsillite merita o meno una terapia antibiotica e una certa maggiore attenzione.

Qual è la terapia della faringotonsillite?

Come detto le forme virali devono essere trattate esclusivamente con farmaci capaci di ridurre la febbre e di limitare l’intensità del dolore alla deglutizione (quali i farmaci antipiretici). Ciò perché i virus non sono sensibili agli antibiotici e il loro uso è quindi completamente inutile. D’altra parte le forme virali hanno sempre decorso favorevole e spontaneamente, nel giro di qualche giorno guariscono senza lasciare alcun problema. Le forme di origine batterica richiedono, invece, un’adeguata terapia antibiotica soprattutto per prevenirne le complicanze.

Quando è necessario un intervento chirurgico di tonsillectomia?

Attualmente le linee guida nazionali raccomandano di limitare le indicazioni alla tonsillectomia ai soli casi di faringotonsillite ricorrente di comprovata gravità che soddisfino i seguenti criteri:

  • cinque o più episodi di faringotonsillite per anno;
  • episodi invalidanti e tali da impedire le normali attività;
  • sintomi perduranti per almeno un anno.

medico visita le tonsille di una bambinaCosa sono le adenoidi?

Le adenoidi o tonsille nasofaringee sono una struttura linfoepiteliale localizzato in una posizione strategica nella parte superiore del nasofaringe. Hanno le stesse funzioni delle tonsille con la differenza che mentre le tonsille sono a guardia della gola, le adenoidi fanno da filtro alle infezioni del naso

Cos’è l’adenoidite?

L’adenoidite è un’infiammazione dell’adenoide che si manifesta con sintomi e segni simili a quelli della rinosinusite:

  • ostruzione nasale;
  • secrezione sieromucosa o purulenta;
  • scolo nasofaringeo;
  • tosse catarrale.

Possono, inoltre, esserci compromissione delle condizioni generali con febbre anche elevata e interessamento dei linfonodi retrofaringei ed angolomandibolari.

Qual è l’eziologia dell’adenoidite?

L’eziologia è prevalentemente virale; i virus principalmente coinvolti sono quelli respiratori come adenovirus e virus influenzali. I batteri maggiormente in causa sono: Streptococcus pneumoniae, Haemophilus influenzae e Streptococcus pyogenes.

Come si può fare la diagnosi di adenoidite?

Contrariamente a quanto vale per la tonsillite che può essere diagnosticata semplicemente aprendo la bocca, l’adenoidite viene sospettata sulla base delle caratteristiche respiratorie del paziente. La diagnosi è, quindi, principalmente clinica ma se si esegue una rinofibroscopia è possibile osservare direttamente un’intensa arrossamento delle adenoidi con presenza di materiale purulento sopra e nella zona circostante.

Qual è la terapia dell’adenoidite?

La terapia delle forme batteriche è antibiotica e, considerata la somiglianza con i processi flogistici delle strutture adiacenti, dovrebbe essere somministrata per almeno 8-10 giorni. Come in tutte le forme infiammatorie che interessano il nasofaringe, è importante associare lavaggi nasali con soluzione fisiologica più volte al giorno.

Cos’ è l’ipertofia adenoidea?

E’ un processo iperplastico e ipertrofico la cui patogenesi non è ancora del tutto chiara: fattori ambientali, inquinanti, immunologici?

Come si può fare la diagnosi di ipetrofia adenoidea?

L’ipertrofia adenoidea è caratterizzata da una triade sintomatologica classica:

  • ostruzione nasale con russamento notturno e respirazione orale;
  • rinorrea;
  • voce iponasale.

In particolare, la voce risulta alterata per modificazione della risonanza nasale, caratterizzata da una difficoltà nella pronuncia delle consonanti nasali “m, n”, che non riescono ad acquistare il timbro ottimale.

Il bambino con ipertrofia adenoidea persistente può avere la classica “facies adenoidea” caratterizzata da bocca costantemente semiaperta, ipotonia del labbro inferiore, naso affilato, mascellari superiori scarsamente sviluppati, ipoplasia delle arcate dentarie, alterata posizione dei denti e palato ogivale.

La valutazione diagnostica deve escludere eventuali comorbosità che possono contribuire alla sindrome dell’apnea ostruttiva (OSAS) come l’obesità o le malformazioni ortodontiche o cranio-facciali.

L’ approccio diagnostico clinico deve essere integrato da alcuni esami strumentali quali la pulsiossimetria, la polisonnografia e la fibroendoscopia, che rappresenta il gold standard per valutare la pervietà e la funzionalità del rinofaringe.

Quando è necessario un intervento chirurgico di adenoidectomia?

Quando l’ ipertrofia adenotonsillare causa l’ OSAS, l’adenotonsillectomia è l’intervento di scelta e deve essere eseguito in tempi ragionevolmente brevi per gli effetti della sindrome sulle capacità cognitive/comportamentali del bambino che si riflettono sul rendimento scolastico e sulla qualità della vita.